Qualche anno fa siamo stati coinvolti in un progetto di ricerca finanziato, lontano dall’automotive dove lavoriamo ogni giorno.
Un consorzio di aziende e ricercatori, in collaborazione con il Politecnico di Milano — finanziato tramite bando MIUR — stava sviluppando una spatola neurochirurgica sensorizzata. L’obiettivo: dare al chirurgo, mentre opera il cervello, dati che prima non aveva — temperatura, pressione, ossimetria — trasformando la sensibilità manuale in numeri leggibili in tempo reale.
Il cuore tecnologico era una fibra ottica con sensori FBG iscritti al suo interno. Il nostro contributo: sovrastampare quella fibra su una spatola in INOX 304 con silicone USP classe VI — certificato per il contatto con il corpo umano — formando un bottone in rilievo nel punto esatto del sensore, da cui la fibra usciva per collegarsi alla strumentazione di lettura.
Sovrastampare su una fibra ottica non è banale. La fibra non tollera pressioni eccessive né temperature fuori controllo: abbiamo dovuto sviluppare tecniche specifiche per gestire il processo senza compromettere né il sensore né la trasmissione del segnale. Competenze che restano patrimonio di HTP.
Cento campioni prodotti, prototipi funzionanti validati anche su modelli animali, esito positivo.
Il progetto non è arrivato alla produzione industriale. Rimane però la dimostrazione che il sovrastampaggio può entrare in contesti che vanno ben oltre l’industria tradizionale — monitoraggio di strutture, sensori per applicazioni medicali, sistemi di misura distribuiti su fibra.
Non sempre i progetti più interessanti diventano prodotti. Questo rimane uno dei lavori di cui siamo più fieri.
Foresti Alexander

